LA LINEA DI POLVERE di Massimo Canevacci UNIFESTIVAL MACERATA, 3 MAGGIO OSTELLO ASILO RICCI H. 21.00

 

MASSIMO CANEVACCI
presentazione del libro
“La Linea Di Polvere”

CON LA STRAORDINARIA PARTECIPAZIONE di
Felix Adugoenau Rondon, Rappresentante della cultura Boe (Bororo, Brasil)
Sheila Ribeiro, artista trans-disciplinare

UNIFESTIVAL MACERATA, 3 MAGGIO

OSTELLO ASILO RICCI

H. 21.00

 

L’elogio delle differenze comunicazionali significa dilatare il sentire nel suo più ampio significato antropologico: un sentire legato all’esaltazione di ogni differenza emessa da una statua, da un fiore, da un film, da una persona amata o incontrata casualmente per strada o da un tramonto. Un tramonto bororo che accompagna il commiato del funerale. Che il mondo mentale, non sia delimitato dalla pelle, ma che i confini della pelle e dell’io si dispieghino anche nel coinvolgimento senziente della cosa, di ogni cosa, o di tutto quello che chiamiamo natura: questo è il sacro. Tutta la natura è vivente: la pelle di un essere umano, le squame di una lucertola, lo strato levigato e assolato di una roccia, la scorza rugosa di un albero non sono il confine dell’io. Tale irregolarità del sacro intacca il potere del pensiero unificato, universalistico e dicotomico. Il sacro è la danza delle differenze. É l’eros interstiziale delle diversità. É la dissolvenza oltrepassante del dualismo. É ritmo sonico, il pulsare polifonico, l’intreccio dissonante di un occhio solare che osserva la stupita fatticità, di tutto quello che chiamiamo vita.

Massimo Canevacci

Il libro – basato su una ricera etnografica svolta durante il Funerale Bororo con Kleber Meritororeuin Mato Grosso (Brasile) – focalizza tensioni, conflitti e scambi tra tradizione e mutamento nelle aldeias (villaggi) di Meruri e Garças. Parola chiave in senso metodologico, politico e narrativo è auto-rappresentazione. I Bororo sono performers e interpreti del loro funerale attraverso istanze sacrali e tecnologie digitali, coinvolgimenti alterati e svolgimenti filosofici. L’autore sperimenta composizioni narrative diversificate prima, durante e dopo il rituale, mescola concetti sensoriali, foto emozionali, logiche innovative. La linea di polvere è frontiera immateriale e porosa tra il mestre dos cantos José Carlos Kuguri e lo stesso antropologo, durante la trasfigurazione della moglie morta in cranio vivo: in arara, pappagallo ancestrale. Per i Bororo, vita e morte sono un transito tra corpo-vivo (body) e corpo-morto (corpse), tra umani e animali, piante e divinità. Il rituale non ripete solo le tradizionali cosmologie, quanto tenta di elaborare soluzioni ai mutamenti crescenti dentro e fuori i villaggi.

_______________________________________________________________

Massimo Canevacci è professore di Antropologia culturale presso l’Università di Roma “La Sapienza”. Ha insegnato in diverse università europee, a Tokyo e Nanjing. Dal 2010 è visiting professor a Florianopolis, Rio de Janeiro, São Paulo. Tra i suoi libri, Una stupita fatticità (2007), Antropologia della comunicazione visuale (2001), A cidade polifonica (2011), Syncretisms (in corso di pubblicazione).

 

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *